Il Giro d’Italia Women 2026 non finisce con una passerella. Finisce con una tappa di mezza montagna che può ancora fare male. Saluzzo-Saluzzo misura 145 chilometri, ha 2.200 metri di dislivello e arriva dopo due giorni pesanti: l’attacco di Longo Borghini a Salice Terme e il duello sul Finestre tra Demi Vollering e Anna van der Breggen.
Van der Breggen parte in maglia rosa con 49 secondi su Vollering. È un margine serio, soprattutto per una corridora della sua esperienza. Ma la tappa finale non è neutra, e il percorso offre più punti per muovere la corsa. Chi pensa a una semplice difesa controllata rischia di sottovalutare il contesto: stanchezza accumulata, squadre ridotte, classifica ancora aperta e molte atlete senza più nulla da proteggere.
Il percorso: Montoso lontano, Brondello più interessante
La presentazione ufficiale parla di una tappa finale molto impegnativa. La prima parte è pianeggiante, poi arriva Montoso, salita di prima categoria: 8,9 chilometri al 9,4%. È la difficoltà più dura della giornata, ma è piazzata lontano dal traguardo, a 91 chilometri dall’arrivo. Per questo può servire soprattutto a consumare squadre, selezionare il gruppo e preparare il terreno, più che a decidere direttamente la maglia rosa.
Dopo Montoso ci sono la Colletta di Paesana, 3,4 km al 5,8%, e la Colletta di Brondello, 6,9 km al 6,5%. È soprattutto quest’ultima a contare tatticamente: dopo l’ultima asperità restano 38 chilometri fino a Saluzzo. Abbastanza per inseguire, ma non abbastanza per sentirsi al sicuro se davanti si forma un gruppo forte e collaborativo.
| Tappa 9 | Dato ufficiale |
|---|---|
| Data | Domenica 7 giugno 2026 |
| Partenza e arrivo | Saluzzo-Saluzzo |
| Distanza | 145 km |
| Dislivello | 2.200 m |
| Salita principale | Montoso, 8,9 km al 9,4% |
| Ultima salita | Colletta di Brondello, 6,9 km al 6,5% |
| Arrivo previsto | Circa 17:15 |
Cosa deve fare Vollering
Vollering non può limitarsi a vincere la tappa in volata contro Van der Breggen. Deve creare distacco. Questo cambia tutto. Se aspetta l’ultimo strappo e arriva con la maglia rosa, il Giro è quasi certamente perso. Per ribaltare 49 secondi serve una corsa più aggressiva, magari con compagne o alleate davanti, o con un forcing che costringa SD Worx-Protime a lavorare prima del previsto.
Il problema è che Van der Breggen ha dimostrato sul Finestre di avere ancora controllo. Non è apparsa dominante, ma ha risposto sempre. E in una tappa così, con tanto terreno dopo l’ultima salita, la leader può anche accettare di lasciare la vittoria di giornata se tiene la situazione sotto una soglia gestibile.
Le altre: Niedermaier, Holmgren, Longo Borghini
Antonia Niedermaier e Isabella Holmgren non sono semplici comparse nella lotta per il podio. Dopo il Finestre sono rispettivamente a 1’20” e 1’55” dalla rosa, ma soprattutto hanno mostrato di poter stare con le migliori in salita. La loro presenza può complicare la corsa: se si muovono, Van der Breggen e Vollering dovranno decidere se controllare direttamente o lasciare spazio.
Elisa Longo Borghini arriva invece da due segnali opposti: l’attacco bellissimo a Salice Terme e la difficoltà sulla parte sterrata del Finestre. La tappa di Saluzzo può essere più adatta a un’imboscata che a una prova di forza pura. Per questo la campionessa italiana resta un nome da guardare, anche se la generale ormai sembra più complicata.
La lettura più realistica è questa: Van der Breggen ha il Giro in mano, Vollering ha l’obbligo di provarci, le giovani possono ancora cambiare il podio e la tappa può premiare una fuga di qualità. Non è una giornata da processione. È l’ultima occasione per sporcare una classifica che il Finestre ha chiarito, ma non ha ancora chiuso.