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Tour Auvergne-Rhône-Alpes 2026: Alex Baudin sorprende tutti e prende la prima maglia

Alex Baudin vince la prima tappa del Tour Auvergne-Rhône-Alpes 2026 da una fuga arrivata fino a Saint-Ismier. I favoriti restano coperti nel nuovo ex Dauphiné.

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Alex Baudin vincitore della tappa 1 del Tour Auvergne-Rhône-Alpes 2026

Alex Baudin ha vinto la prima tappa del Tour Auvergne-Rhône-Alpes 2026, la corsa che da quest’anno raccoglie l’eredità del Critérium du Dauphiné. Il francese della EF Education-EasyPost ha sorpreso il gruppo dei favoriti con una fuga capace di arrivare fino a Saint-Ismier, battendo in volata Debruyne e Bisiaux.

La tappa inaugurale, 146,2 km da Vizille a Saint-Ismier, non era una semplice apertura di rodaggio. Il percorso mosso, con oltre tremila metri di dislivello indicati nelle presentazioni tecniche, dava spazio a una giornata nervosa e difficile da controllare. Il risultato ha confermato il rischio: le squadre dei favoriti non hanno chiuso in tempo e Baudin si è preso la prima maglia di leader.

Una fuga che pesa più del solito

La vittoria di Baudin non cambia ancora la lettura della classifica generale, ma dice qualcosa sulla corsa. Il nuovo Tour Auvergne-Rhône-Alpes resta un test da Tour de France, con salite vere e un campo partenti costruito attorno a nomi come Paul Seixas, Isaac Del Toro e Juan Ayuso. Se una fuga arriva già il primo giorno, significa che nessuna squadra ha voluto o potuto prendersi tutta la responsabilità del controllo.

Per EF Education-EasyPost è una vittoria molto utile: mette subito la squadra davanti, dà margine tattico e toglie pressione nei prossimi giorni. Per Baudin è invece il tipo di successo che cambia la percezione di una settimana: entrare da leader in una corsa WorldTour di preparazione al Tour è diverso dal vincere una tappa minore in calendario più nascosto.

Favoriti ancora coperti

I nomi più attesi non hanno ancora acceso la corsa. È normale: la prima tappa era insidiosa ma non decisiva, e il percorso complessivo porterà inevitabilmente la battaglia sulle salite più dure. Il punto interessante sarà capire come si muoveranno Seixas, Del Toro e Ayuso quando la corsa smetterà di essere una questione di attenzione e diventerà una questione di gambe.

Il cambio di nome non ha cambiato la funzione della corsa: resta il grande laboratorio prima del Tour. Chi esce forte da qui non vince automaticamente a luglio, ma chi soffre troppo lo fa vedere subito. Baudin intanto ha preso il primo spazio, e lo ha fatto nel modo più bello per una corsa di avvicinamento: obbligando i favoriti a guardarsi senza controllare davvero tutto.

Fonti e riferimenti