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Controlli antidoping al Tour 2026: testati tutti i 166 corridori

L’ITA conferma il prelievo di sangue su tutti i 166 corridori rimasti al Tour 2026 per aggiornare il passaporto biologico. Test effettuati entro le 23.

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Illustrazione editoriale di un controllo antidoping serale in un hotel durante una corsa ciclistica

Tutti i 166 corridori ancora in gara al Tour de France 2026 sono stati sottoposti a un controllo antidoping con prelievo di sangue durante il secondo giorno di riposo. L’International Testing Agency ha confermato che l’operazione ha coinvolto l’intero gruppo ed era finalizzata ad aggiornare il passaporto biologico di ogni atleta.

Il dato completa le prime informazioni, che avevano identificato Red Bull-Bora-hansgrohe, Decathlon CMA CGM e varie altre squadre. Non si è trattato quindi di una serie di controlli limitata a Evenepoel, Seixas o agli uomini di classifica: ogni corridore rimasto al Tour ha fornito un campione.

Controllati tutti i 166 corridori del Tour

I prelievi sono stati effettuati lunedì 20 luglio, tra le 20 e le 23. L’ITA li ha definiti una missione completa di controllo del passaporto biologico ematico. L’operazione si aggiunge ai test svolti su tutti i partecipanti nei giorni precedenti il Grand Départ di Barcellona e ai controlli mirati eseguiti durante la corsa.

Le prime testimonianze avevano reso pubblici gli orari di alcune squadre: tutti gli otto Red Bull erano stati controllati intorno alle 22, mentre la Decathlon CMA CGM aveva ricevuto i controllori prima delle 20. La conferma dell’ITA chiarisce ora che la stessa procedura ha riguardato l’intero gruppo.

Cosa cercavano nei campioni di sangue

Questi test non sono progettati soltanto per trovare direttamente una sostanza vietata. Il loro obiettivo principale è misurare i marcatori ematologici e confrontarli con il profilo storico del singolo corridore. Variazioni incompatibili con l’andamento individuale possono portare ad analisi più approfondite, nuovi controlli mirati o alla valutazione di un gruppo di esperti.

L’ITA ha spiegato che i campioni aggiuntivi servono a rafforzare il monitoraggio longitudinale. Il confronto è particolarmente utile in un Grande Giro, dove disidratazione, quota, carico di lavoro e recupero modificano naturalmente diversi valori. Il sistema non confronta semplicemente un atleta con una media generale: cerca cambiamenti insoliti rispetto alla sua stessa storia biologica.

Nessuna positività annunciata

Il controllo collettivo non indica una positività né un’indagine contro tutti i corridori. È un’operazione di monitoraggio prevista dal programma antidoping del Tour. L’ITA aveva programmato circa 600 campioni durante la corsa, oltre agli oltre 360 controlli fuori competizione effettuati nel mese precedente.

Una parte dei campioni selezionati sarà conservata fino a dieci anni. La conservazione permette di ripetere le analisi in futuro quando diventano disponibili nuovi metodi per individuare sostanze o pratiche oggi difficili da rilevare.

La differenza con i controlli notturni

I prelievi del giorno di riposo sono avvenuti entro le 23 e rientrano quindi nella normale finestra operativa. Sono diversi dai controlli eseguiti alle 2 su Vingegaard e alle 5 su Pogačar, autorizzati da un giudice secondo la procedura prevista dalla legge francese.

È emerso inoltre che altri corridori sono stati controllati di notte durante questo Tour. Matej Mohorič ha dichiarato di avere ricevuto una visita alle 5, senza indicare il giorno. Cycling Weekly riferisce di test notturni presso almeno cinque squadre. Queste verifiche mirate restano distinte dal prelievo collettivo sui 166 corridori.

Per capire cosa viene monitorato e quali conseguenze può avere un profilo anomalo, abbiamo preparato una guida al passaporto biologico nel ciclismo.

Fonti: Cycling Weekly, Reuters, ITA.