Un sasso sulla carreggiata potrebbe avere innescato la caduta che ha costretto Tadej Pogačar al ritiro dalla Vuelta a España 2026. Un rallenty della ripresa frontale mostra la ruota anteriore dello sloveno colpire un oggetto scuro pochi istanti prima che la bici si sposti bruscamente verso destra e la maglia rossa finisca a terra.
Il filmato rende la dinamica molto più leggibile rispetto alle immagini trasmesse inizialmente, ma non equivale ancora a una ricostruzione ufficiale. UAE Team Emirates-XRG e La Vuelta non hanno confermato che l’oggetto sia stato la causa dell’incidente.
Il video rallentato della caduta di Pogačar
Tadej Pogačar hit a stone, that’s why he crashed. #LaVuelta26 pic.twitter.com/J9gd6D95Lp
— Lukáš Ronald Lukács (@lucxsronald) August 29, 2026
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Cosa mostra davvero il rallenty
Nella sequenza il gruppo procede su un tratto rettilineo e Pogačar si trova nella parte centrale del plotone. Davanti alla sua ruota compare un piccolo oggetto scuro. Al passaggio della bici si nota un sobbalzo dell’anteriore, seguito da uno spostamento improvviso verso destra.
Pogačar sembra riuscire a controllare il primo impatto, ma la deviazione lo porta a contatto con il corridore che gli è accanto. Nella concatenazione successiva una bici cade davanti alla sua traiettoria: lo sloveno la colpisce e viene proiettato in avanti. È questa seconda fase a trasformare il primo sbandamento nella caduta più violenta.
Il video consente quindi di escludere l’idea di una semplice perdita di equilibrio senza un elemento esterno visibile. Non permette però di stabilire con certezza natura e dimensioni dell’oggetto, né di dire se il contatto con il sasso da solo avrebbe fatto cadere Pogačar senza l’effetto a catena nel gruppo.
Perché nel gruppo non c’era spazio per recuperare
Una pietra di quelle dimensioni può essere superata senza conseguenze quando il corridore ha libertà di correggere la traiettoria. Nel cuore del plotone, invece, lo spazio laterale è minimo: una variazione improvvisa di pochi centimetri può coinvolgere chi pedala accanto e lasciare senza via di fuga chi segue.
La velocità del gruppo amplifica poi ogni movimento. Il primo urto altera direzione e carico sulla ruota anteriore; il contatto laterale impedisce di riportare la bici in linea; l’ostacolo formato dalla bici già a terra completa la dinamica. Il rallenty è utile proprio perché separa questi tre momenti, quasi indistinguibili nella ripresa a velocità normale.
Il ritiro e le condizioni ancora da chiarire
La caduta è avvenuta a circa 33 chilometri dall’arrivo dell’ottava tappa, da Puçol a Xeraco. Pogačar ha ricevuto assistenza a bordo strada, ma non è riuscito a ripartire e ha lasciato la corsa in ambulanza. Le immagini hanno mostrato escoriazioni e dolore alla spalla sinistra; una diagnosi completa non era ancora stata comunicata al momento della pubblicazione.
Tutti i dettagli sull’abbandono, il vantaggio di 3’50" che lo sloveno aveva su Enric Mas e le conseguenze per la classifica sono nell’articolo dedicato al ritiro di Pogačar dalla Vuelta 2026.