I 30/30 sui rulli sono ripetute di 30 secondi forti alternate a 30 secondi facili, organizzate in serie: per allenare il VO2max devono accumulare tempo ad alta richiesta aerobica, non diventare sprint massimali. Un buon punto di partenza è 2 × 8-10 ripetizioni al 115-120% FTP, con recupero a 40-55% FTP nei 30 secondi facili e 5 minuti molto facili tra le serie.
| Livello | Protocollo | Lavoro | Recupero | Modalità |
|---|---|---|---|---|
| Prima esperienza | 2 × 8 × 30/30 | 110-115% FTP | 30 s al 40-50%; 5 min tra serie | ERG prudente o Level |
| Intermedio | 3 × 10 × 30/30 | 115-120% FTP | 30 s al 45-55%; 5 min | ERG o Level |
| Avanzato | 3 × 12 × 30/30 | 115-125% FTP | 30 s attivi; 5-6 min | Level preferibile se serve specificità |
Che cosa allenano davvero i 30/30
La fase forte aumenta rapidamente consumo di ossigeno e ventilazione; quella facile è troppo breve per tornare a riposo. Ripetendo l’alternanza, il sistema aerobico resta sollecitato mentre la potenza meccanica oscilla. Questo permette di accumulare minuti severi senza affrontare subito intervalli continui di quattro o cinque minuti.
Non esiste però una superiorità universale dei 30/30. La risposta dipende da intensità, recupero, volume e atleta. Studi che confrontano durate diverse mostrano risposte fisiologiche differenti; lavori più lunghi possono produrre più tempo vicino al VO2max, mentre le ripetute brevi risultano spesso più tollerabili. Per questo i 30/30 sono uno strumento, non la definizione stessa dell’allenamento VO2max.
Protocollo completo da 55-65 minuti
| Fase | Durata | Intensità | Obiettivo |
|---|---|---|---|
| Riscaldamento | 12 min | 50-70% FTP | Aumentare gradualmente temperatura e ventilazione |
| Attivazione | 3 × 30 s | 110-120% FTP | 60 s facili tra le prove |
| Preparazione | 4 min | 55-65% FTP | Ritrovare fluidità |
| Serie | 2-3 × 8-12 min | 30 s forte / 30 s facile | 5 min al 40-50% tra serie |
| Defaticamento | 10 min | 40-55% FTP | Ridurre lo sforzo gradualmente |
Il target percentuale è un punto di partenza. Ciclisti con grande capacità anaerobica possono produrre watt elevati senza ottenere la continuità aerobica cercata; altri devono restare al 110-115% per completare il volume. La potenza dovrebbe calare poco tra prima e ultima serie. Se ogni fase forte diventa uno sprint, il lavoro cambia natura e termina troppo presto.
ERG o modalità libera?
L’ERG semplifica il controllo ma ha due limiti: molti trainer impiegano alcuni secondi per regolare la resistenza e un calo di cadenza può innescare la “spirale ERG”, nella quale la resistenza cresce mentre la cadenza scende. Parti già alla cadenza desiderata, usa un rapporto che mantenga il volano regolare e non inseguire ogni oscillazione mostrata sullo schermo.
La modalità Level/Resistance o SIM è preferibile quando vuoi allenare rilancio, cambio rapporto e autoregolazione. Richiede più abilità, ma rende evidente se stai distribuendo male la potenza. La guida ERG mode o SIM mode approfondisce la scelta per ogni seduta.
Come leggere frequenza cardiaca e sensazioni
La frequenza cardiaca risponde in ritardo: non usarla per regolare il primo minuto. Nelle serie successive dovrebbe salire progressivamente, ma caldo e disidratazione possono aumentarla anche senza un migliore stimolo. Cerca respirazione molto impegnata, RPE 8-9 su 10 nel finale e capacità di completare le ultime ripetizioni senza perdere postura.
Per distinguere obiettivo fisiologico e semplice numero, leggi la guida sul VO2max nel ciclismo. Per protocolli più lunghi e alternative ai 30/30 trovi esempi negli intervalli VO2max.
Progressione di quattro settimane
| Settimana | Seduta | Minuti forti totali |
|---|---|---|
| 1 | 2 × 8 × 30/30 | 8 |
| 2 | 2 × 10 × 30/30 | 10 |
| 3 | 3 × 8 × 30/30 | 12 |
| 4 | Scarico: Z2 o 2 × 6 controllati | 0-6 |
Aumenta prima il numero di ripetizioni, poi le serie e soltanto alla fine la potenza. Una seduta ogni 7-10 giorni può bastare a un amatore che svolge anche soglia, gare o uscite di gruppo. Lascia almeno 48 ore prima di un altro lavoro intenso e valuta il recupero tra gli intervalli in base alla qualità richiesta.
Errori che trasformano i 30/30 in fatica casuale
- Fare i primi 30 secondi al massimo e perdere subito il controllo.
- Tenere il recupero troppo alto, trasformando il blocco in un continuo lavoro medio.
- Aggiungere una quarta serie soltanto perché l’app la propone.
- Usare una FTP sovrastimata e giudicare il fallimento come mancanza di volontà.
- Fare 30/30 il giorno dopo una gara o una seduta di soglia.
- Allenarsi senza ventilazione: il calore riduce potenza e qualità.
Limiti e sicurezza
È una seduta intensa e non adatta come primo allenamento dopo malattia o lunga pausa. Interrompi con dolore toracico, capogiri, palpitazioni insolite o affanno sproporzionato. Chi ha patologie o fattori di rischio cardiovascolare deve chiedere indicazioni cliniche prima di iniziare HIIT. Sul rullo controlla stabilità, serraggi e spazio attorno alla trasmissione.
Come adattare i 30/30 alla tua potenza
Le percentuali della FTP non descrivono perfettamente la potenza di 30 secondi. Se conosci la massima potenza aerobica da un ramp test, puoi partire intorno al 85-90% di quel valore nelle fasi forti, mantenendo però il vincolo decisivo: tutte le ripetizioni devono essere simili. Senza quel dato, usa FTP, sensazioni e qualità dell’ultima serie. Un target corretto porta a respirazione molto alta dopo alcuni minuti, non al cedimento nel primo blocco.
Un ciclista esplosivo deve frenare l’avvio e può usare una cadenza leggermente più alta per ridurre la tentazione di spingere un rapporto enorme. Un passista può completare più ripetizioni ma non deve compensare con recuperi troppo intensi. Chi è nuovo all’HIIT può iniziare con 40/20 a intensità inferiore o con intervalli continui da due minuti: la forma del protocollo deve servire l’obiettivo, non il contrario.
Quando sostituirli con intervalli più lunghi
Se riesci a completare 3 × 12 senza una vera crescita della respirazione, aumentare ancora il volume non è sempre la soluzione. Puoi passare a 5 × 3 minuti al 110-115% FTP con 3 minuti facili, oppure 4 × 4 minuti al 105-110% con recupero uguale. Gli intervalli lunghi espongono di più il pacing e spesso accumulano tempo continuo ad alto consumo di ossigeno.
Criteri di qualità dopo la seduta
- Potenza media delle fasi forti stabile entro circa il 5%.
- Cadenza senza crolli superiori a 10 rpm.
- Ultima serie dura ma tecnicamente pulita.
- Recupero facile davvero facile, senza trasformarlo in tempo.
- Nessun dolore articolare e normale recupero nelle 24-48 ore.
Se il giorno successivo hai gambe pesanti ma gestibili, la risposta è normale. Se sonno, umore e capacità di svolgere Z2 restano compromessi per più giorni, riduci una serie o allunga l’intervallo tra sedute intense.
Programma la seduta quando sei fresco e registra anche la potenza media di ogni singola fase forte. La media dell’intero blocco può nascondere una partenza eccessiva e un finale debole. Una serie omogenea, ripetibile dopo alcuni giorni, vale più di un record ottenuto saltando recupero o tecnica.