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Col de Sarenne al Tour de France 2026: salita, pendenze e accesso vietato al pubblico

Il Col de Sarenne entra nella tappa 20 del Tour 2026 prima dell’Alpe d’Huez. Ecco percorso, pendenze, precedenti e restrizioni per il pubblico.

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Corridori del Tour de France sulla strada stretta del Col de Sarenne

Il Col de Sarenne sarà l’ultima grande salita della tappa 20 del Tour de France 2026 prima del traguardo all’Alpe d’Huez. Il 25 luglio il gruppo lo affronterà dal versante di Mizoën, dopo Croix de Fer, Télégraphe e Galibier: una strada stretta e irregolare che porta a quasi 2.000 metri, seguita da un breve tratto verso l’arrivo.

Col de Sarenne: i dati della salita

Lunghezza indicativa12,9 km
Pendenza mediacirca 7%
Quota1.999 m
Posizione nella tappaUltima salita prima dell’Alpe d’Huez
DataSabato 25 luglio 2026

I numeri medi non descrivono completamente la difficoltà. La strada alterna rampe severe a tratti più pedalabili, mentre l’altitudine e la fatica accumulata amplificano ogni cambio di pendenza. Nella tappa regina, lunga 170,9 chilometri e con circa 5.450 metri di dislivello, il Sarenne arriverà quando le squadre avranno già affrontato tre colli alpini.

Perché può decidere la tappa 20

Il punto tattico non è soltanto la durezza. La strada offre meno spazio rispetto alle grandi arterie alpine e rende più difficile organizzare un inseguimento regolare. Un capitano isolato può pagare rapidamente; al contrario, un gregario rimasto nella fuga può diventare decisivo per accompagnare il leader verso l’Alpe d’Huez.

Il Tour utilizza il Sarenne in una configurazione diversa dal 2013. Allora i corridori lo percorsero in discesa dopo la prima scalata dell’Alpe d’Huez, prima di tornare sui 21 tornanti. Nel 2026 sarà una salita vera e propria dal lato orientale, inserita come accesso alternativo al comprensorio dell’Alpe.

Il Col de Sarenne sarà chiuso al pubblico?

Le autorità locali hanno previsto restrizioni eccezionali. Un comunicato della Prefettura indica la chiusura completa del passo a tutti i veicoli dal 16 al 25 luglio compresi. La documentazione organizzativa individua inoltre il settore più sensibile come zona senza pubblico durante la corsa, con controlli sugli accessi pedonali e ciclabili.

La misura risponde alla fragilità ambientale dell’area e alla difficoltà di gestire grandi flussi su una carreggiata ridotta. Associazioni locali avevano contestato il ritorno del Tour, richiamando il rischio per fauna, flora e siti di nidificazione. Limitare spettatori, veicoli ed elicotteri nel tratto protetto permette di mantenere il percorso riducendo la pressione sul colle.

Fango, lavori e dubbi sulla strada

Nelle settimane precedenti due colate di fango hanno interessato la zona, alimentando dubbi sulla percorribilità. Le indicazioni ufficiali più recenti continuano però a programmare chiusure e accessi per la tappa 20 sul tracciato previsto. Non risulta annunciata una deviazione: il percorso resta confermato, salvo nuove decisioni legate a meteo o sicurezza.

La chiusura anticipata serve anche a proteggere e preparare una strada che non è progettata per sostenere il traffico ordinario di una giornata del Tour. Per chi aveva pensato di raggiungere il passo in auto o in bicicletta, la scelta più prudente è seguire esclusivamente gli aggiornamenti della Prefettura e dell’organizzazione.

La doppia Alpe d’Huez cambia il finale del Tour

Il giorno precedente la corsa arriverà all’Alpe d’Huez dal versante classico. Ventiquattr’ore dopo tornerà nello stesso luogo passando dal Sarenne. Non è una ripetizione: cambia l’avvicinamento, cambia la strada e soprattutto cambia la quantità di fatica accumulata prima dell’ultima salita.

La preview completa della tappa 20 raccoglie percorso, orari e favoriti. Il Sarenne è il suo punto più particolare: meno famoso dei 21 tornanti, ma potenzialmente più difficile da controllare.

Fonti