Tadej Pogačar ha corso da gregario per Isaac del Toro sulla salita di Plateau de Solaison, ma il piano della UAE si è fermato a pochi metri dal traguardo: Remco Evenepoel ha anticipato lo sprint e ha vinto la tappa 15 del Tour de France 2026. Non è stata una concessione della maglia gialla. Pogačar ha ammesso che il belga, nel finale, è stato semplicemente più forte.
Perché Pogačar ha lavorato per Del Toro
La caduta e il ritiro di Jonas Vingegaard hanno cambiato la corsa mentre il gruppo si avvicinava all’ultima salita. Con il principale rivale fuori gara e un margine ormai molto solido in classifica, Pogačar ha potuto trasformare l’obiettivo della UAE: non più soltanto difendere la maglia gialla, ma portare Del Toro sul podio e al comando della classifica giovani.
Lo sloveno si è messo davanti per gran parte dell’ascesa, imponendo un ritmo che ha eliminato avversari diretti come Paul Seixas e Florian Lipowitz. Del Toro ha guadagnato quasi un minuto sui rivali per il podio ed è salito al terzo posto della generale, oltre a conquistare la maglia bianca. Pogačar ha spiegato di essersi impegnato per il compagno perché il messicano lavora normalmente per lui: un raro ribaltamento dei ruoli, reso possibile dal controllo quasi totale sulla maglia gialla.
Il problema di comunicazione nel finale
La UAE avrebbe voluto completare il lavoro con la vittoria di Del Toro. Pogačar si aspettava che il compagno disputasse lo sprint, mentre il messicano ha provato ad anticipare con un attacco. Secondo la maglia gialla, la caduta che aveva coinvolto Del Toro poco prima della salita potrebbe avergli tolto sicurezza. In mezzo al pubblico e al rumore dell’arrivo, i due non sono riusciti a chiarire il piano.
Evenepoel ha letto meglio la situazione. Ha seguito il ritmo di Pogačar senza esporsi, poi è partito lungo quando Del Toro non aveva più l’inerzia necessaria per rispondere. Pogačar ha preso la ruota del belga, ma non è riuscito a superarlo. La vittoria di Evenepoel a Plateau de Solaison vale anche il secondo posto nella generale, a cinque minuti dalla maglia gialla.
Pogačar non ha lasciato vincere Evenepoel
Le immagini dell’arrivo potevano suggerire che Pogačar avesse rinunciato a contendere davvero la tappa, dopo aver speso energie per Del Toro. La sua spiegazione è stata più netta: Evenepoel è partito molto presto e lui non ha avuto la risposta giusta. Nessun rimpianto e nessuna vittoria regalata, quindi, ma una sconfitta rara dentro una giornata comunque molto positiva per la UAE.
Evenepoel diventa davvero il rivale di Pogačar?
Il distacco di cinque minuti resta ampio, ma il Tour entra in una fase favorevole al belga: la tappa 16 è una cronometro individuale, terreno sul quale può recuperare. Pogačar lo considera uno dei favoriti per la prova contro il tempo. Ha però ricordato che nelle giornate con più salite il quadro può cambiare: la doppia Alpe d’Huez resta un test diverso da un unico arrivo in quota affrontato dopo una tappa controllata.
Il vero risultato tattico della tappa 15 è quindi doppio. Evenepoel ha dimostrato di poter battere Pogačar quando il finale premia tempismo e accelerazione; la UAE, pur perdendo la tappa, ha collocato due uomini sul podio virtuale e ha aggiunto la maglia bianca al controllo della generale.