Tadej Pogačar salterà i Mondiali di ciclismo 2026 e non correrà più in questa stagione; il suo contratto con UAE Team Emirates-XRG è stato rinnovato fino alla fine del 2032. La squadra ha comunicato entrambe le decisioni il 5 settembre: da una parte il recupero dopo la caduta alla Vuelta, dall’altra un impegno che guarda ben oltre il prossimo calendario agonistico.
Il ritorno viene proiettato al prossimo anno, ma senza indicare una prima gara. È questa la distinzione da conservare: il 2027 è l’orizzonte sportivo, non una scadenza medica. Il rinnovo non contiene un calendario di rientro e non autorizza a dare per confermata una presenza nelle corse d’inizio stagione.
Le risposte in breve
- Altre gare nel 2026: no, stagione conclusa.
- Contratto: UAE Team Emirates-XRG fino al termine del 2032.
- Rientro: nessuna prima corsa annunciata.
- Priorità immediata: recupero e riabilitazione, seguiti dallo staff della squadra.
Perché si ferma fino al termine dell’anno
Il direttore medico Adrian Rotunno riferisce un decorso favorevole dopo l’intervento, ma richiama l’insieme delle lesioni: commozione cerebrale, frattura cervicale stabile di C7 e frattura esposta della clavicola. La squadra ha scelto di non fissare un obiettivo agonistico che condizioni la riabilitazione. Il comunicato aggiorna il primo aggiornamento sulle lesioni dopo la caduta alla Vuelta, senza trasformare i progressi postoperatori in un via libera a gareggiare.
È comprensibile che il pubblico cerchi una data. Tuttavia, un bollettino favorevole descrive un passaggio del recupero, non l’intero percorso necessario per tornare in gruppo. L’annuncio sportivo è netto proprio perché evita una successione di ipotesi su gare da recuperare: per il resto di quest’anno Pogačar resta fuori dalle competizioni.
Un rinnovo che separa il futuro dall’emergenza
Pogačar corre nella formazione dal 2019. Nel messaggio diffuso dalla UAE insiste sul rapporto costruito con il team e sulle ambizioni ancora aperte. Mauro Gianetti conferma la fiducia e l’assenza di pressioni per un rientro immediato.
La nostra lettura è che la contemporaneità dei due annunci abbia un significato preciso. Un contratto lungo riduce il peso del risultato più vicino nella rappresentazione pubblica del rapporto: la squadra non sta aspettando una gara di rientro per confermare il proprio capitano. Questo non permette di dedurre dettagli economici, clausole o garanzie sui programmi, che non sono stati resi pubblici.
Cosa cambia per il finale di stagione
Per gli appassionati viene meno l’attesa di un recupero in extremis. Per la squadra si separano due piani: sostenere il proprio leader fuori dalle corse e continuare a competere con gli atleti disponibili. Il racconto della stagione non può quindi restare sospeso su un possibile ritorno ogni settimana.
Alla Vuelta il cambiamento è già concreto: l’assenza del favorito ha aperto scenari diversi, analizzati nella guida su come cambia la Vuelta senza Pogačar. Il rinnovo fino al 2032 riguarda invece una prospettiva più ampia e non modifica risultati o distacchi della corsa in svolgimento.
Quando tornerà Pogačar?
La risposta disponibile oggi è che non esiste una data ufficiale. Un programma 2027 andrà distinto dall’autorizzazione medica al ritorno: annunciare l’uno non equivale automaticamente a ottenere l’altra. Fino a nuovi comunicati, associare il rientro a una gara precisa significherebbe trasformare un’ipotesi in notizia.
Foto di copertina d’archivio: Pogačar al Tour de France 2024, Hugo LUC / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0. Non è una fotografia del recupero o dell’annuncio del rinnovo.
Fonte
UAE Team Emirates-XRG: rinnovo fino al 2032 e aggiornamento sul recupero.
Cosa cambia per il Mondiale di Montréal 2026
L’assenza di Pogačar elimina il corridore sul quale tutte le nazionali avevano impostato la prima versione del proprio piano. La Slovenia perde il favorito e la possibilità di rendere la corsa durissima molto lontano dall’arrivo; gli avversari, invece, non possono più limitarsi ad aspettare l’attacco del campione del mondo per capire quando muoversi.
Il Belgio assume il peso maggiore con Remco Evenepoel e Wout van Aert. Evenepoel può attaccare sui ripetuti passaggi di Camillien-Houde o Polytechnique, mentre Van Aert offre una soluzione da gruppo ristretto. La doppia leadership è una forza, ma obbliga la squadra a decidere chi deve inseguire e chi può restare coperto quando parte un rivale.
Mathieu van der Poel e Tom Pidcock guadagnano possibilità perché il circuito di Montréal, pur severo, è meno estremo del Mondiale di Kigali. Paul Seixas e Isaac Del Toro possono invece cercare una gara di logoramento. Per l’Italia, Giulio Ciccone ha mostrato al GP Québec di poter seguire le accelerazioni dei migliori: dovrà evitare di assumersi troppo lavoro e sfruttare una corsa tatticamente più aperta.
La guida completa a percorso, programma e favoriti dei Mondiali di ciclismo 2026 viene mantenuta aggiornata con le selezioni e le assenze ufficiali.