Mauro Schmid ha vinto la tappa 13 del Tour de France 2026, i 205,8 km da Dole a Belfort, in 4h06’58”. Lo svizzero della Jayco AlUla ha battuto Harold Tejada in uno sprint a due; Tom Pidcock ha chiuso terzo a 2 secondi, davanti a Maxim Van Gils e Brandon McNulty. Il britannico ha trasformato la fuga nella svolta di classifica della giornata, risalendo fino al quarto posto della generale, a soli 9 secondi dal terzo posto di Remco Evenepoel.
Risultato tappa 13 Tour de France 2026
| Pos. | Corridore | Squadra | Tempo/distacco |
|---|---|---|---|
| 1 | Mauro Schmid | Team Jayco AlUla | 4h06’58” |
| 2 | Harold Tejada | XDS Astana Team | s.t. |
| 3 | Tom Pidcock | Pinarello Q36.5 | +2″ |
| 4 | Maxim Van Gils | Red Bull-Bora-Hansgrohe | +2″ |
| 5 | Brandon McNulty | UAE Team Emirates-XRG | +2″ |
| 6 | Kévin Vauquelin | Netcompany Ineos | +2″ |
| 7 | Jordan Jegat | TotalEnergies | +2″ |
| 8 | Clément Braz Afonso | Groupama-FDJ United | +2″ |
| 9 | Tim Wellens | UAE Team Emirates-XRG | +2″ |
| 10 | Luke Plapp | Team Jayco AlUla | +11″ |
Una fuga enorme, poi la selezione sul Ballon d’Alsace
La tappa più lunga del Tour ha impiegato molto tempo a trovare un equilibrio. Gli attacchi sono iniziati subito e la corsa si è spezzata in più ondate, finché davanti si è formato un gruppo molto numeroso. Dentro c’erano uomini interessati alla vittoria di giornata, corridori in lotta per le classifiche e velocisti resistenti come Mads Pedersen, Jasper Philipsen, Biniam Girmay e Michael Matthews.
Il vantaggio è cresciuto oltre gli otto minuti e ha cambiato il significato tattico della fuga. Pidcock, partito a 7’43” da Remco Evenepoel, non correva più soltanto per la tappa: ogni secondo guadagnato sul gruppo diventava un passo verso il podio della generale. Bahrain Victorious e UAE Emirates-XRG hanno provato a limitare il margine, senza però riportare la corsa sotto controllo.
La prima selezione vera è arrivata tra il Col des Croix e il Ballon d’Alsace. Sull’ultima salita, 8,8 km al 6,9%, la quantità ha lasciato spazio alla qualità. Van Gils ha accelerato, Luke Plapp ha provato ad anticipare e Pidcock ha risposto più volte, portando davanti un gruppo ristretto. Il britannico è transitato per primo sulla vetta, ma non è riuscito a staccare in modo netto Schmid, Tejada, Van Gils, McNulty, Vauquelin, Jegat e Braz Afonso. Wellens ha poi recuperato in discesa.
Schmid e Tejada trovano il momento giusto
La discesa e il lungo avvicinamento a Belfort hanno trasformato il finale in una partita di tempismo. A circa quindici chilometri dall’arrivo Schmid ha aperto il primo margine davvero utile; Tejada è riuscito a seguirlo. Dietro, il gruppo di Pidcock ha alternato inseguimento e controllo reciproco, con Wellens chiamato a spendere molto per McNulty e con Van Gils e Vauquelin ancora pericolosi in caso di ricongiungimento.
I due battistrada non hanno mai avuto un vantaggio rassicurante, ma hanno continuato a collaborare abbastanza da arrivare insieme sul rettilineo decisivo. Schmid ha preso la ruota del colombiano e ha aspettato gli ultimi metri: nel fotofinish ufficiale la sua rimonta è risultata netta, mentre il gruppo alle loro spalle è arrivato appena due secondi più tardi. È una vittoria costruita tanto con la forza quanto con la scelta del momento, dopo oltre quattro ore a una media vicina ai 50 km/h.
Per Schmid è il primo successo di tappa al Tour de France e un risultato che completa una giornata quasi perfetta per Jayco AlUla, presente anche con Plapp nella top 10. Tejada sfiora invece il colpo più importante della carriera, dopo avere avuto il merito di leggere immediatamente l’attacco decisivo e di non aspettare lo sprint del gruppo.
Pidcock guadagna più della tappa
Pidcock non ha vinto, ma è stato il corridore che ha modificato il quadro del Tour. Ha raccolto i 4 secondi di abbuono del terzo posto e soprattutto ha portato fino al traguardo quasi tutto il vantaggio costruito dalla fuga. Pogačar, Vingegaard ed Evenepoel restano i primi tre della generale, ma il britannico balza al quarto posto, a 9 secondi dal belga. La sua corsa sul Ballon d’Alsace è stata aggressiva senza diventare suicida: ha attaccato vicino alla vetta, ha chiuso sui rivali più pericolosi e ha continuato a lavorare anche quando Schmid e Tejada hanno preso il largo.
La lettura completa della giornata resta nella diretta della tappa 13, mentre la preview Dole-Belfort aiuta a capire perché il Ballon d’Alsace e i trenta chilometri verso l’arrivo favorissero un finale da attaccanti resistenti.
La bici del vincitore
Schmid ha vinto sulla Giant Propel Advanced SL della Team Jayco AlUla, la bici aerodinamica scelta dalla squadra per il Tour 2026. Il montaggio di squadra usa gruppo Shimano Dura-Ace Di2 e ruote CADEX. Su un percorso con una salita lunga ma anche molti chilometri veloci prima e dopo il Ballon d’Alsace, la scelta della Propel ha privilegiato l’efficienza aerodinamica senza rinunciare a un peso competitivo. È lo stesso modello inserito nel nostro quadro delle bici e novità tecniche del Tour 2026.
Fonti
- Tour de France, ordine d’arrivo e classifiche ufficiali.
- Race Center Tour de France, cronologia e sviluppo della tappa.
- L’Équipe, classifica e diretta della tappa.
- The Guardian, diretta del finale.
- Giant Bicycles, bici ed equipaggiamento Jayco AlUla al Tour 2026.