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Vingegaard, clavicola fratturata al Tour 2026: dovrà operarsi

Jonas Vingegaard ha riportato la frattura della clavicola nella caduta della tappa 15 del Tour de France 2026. Il danese sarà operato nei prossimi giorni.

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Jonas Vingegaard in azione prima della caduta nella tappa 15 del Tour de France 2026

Jonas Vingegaard ha riportato la frattura della clavicola destra nella caduta che lo ha costretto ad abbandonare il Tour de France 2026 durante la tappa 15. La Visma-Lease a Bike ha comunicato che, per la gravità della frattura, il danese dovrà sottoporsi a un intervento chirurgico nei prossimi giorni.

Come è caduto Vingegaard

L’incidente è avvenuto a circa 21 chilometri dall’arrivo, mentre la Visma stava guidando il gruppo verso la salita conclusiva di Plateau de Solaison. All’uscita di una rotatoria Vingegaard, quarto nella fila dei compagni, ha perso aderenza con la ruota anteriore ed è finito a terra. Si è subito portato la mano alla spalla ed è poi salito sull’ambulanza della corsa.

Lo stesso Vingegaard ha spiegato alla televisione danese TV2 che la squadra potrebbe essere entrata nella rotatoria a velocità troppo elevata e che l’anteriore gli è scivolato senza lasciargli possibilità di recuperare. Il direttore sportivo Marc Reef ha descritto una situazione confusa: una moto davanti al gruppo avrebbe frenato in prossimità dell’uscita, costringendo anche i corridori a rallentare bruscamente. Reef ha però indicato soprattutto la conformazione del punto come elemento problematico, senza attribuire formalmente la responsabilità alla moto.

L’operazione e i tempi di recupero

Il comunicato della Visma parla di frattura della clavicola e abrasioni multiple. Non è stata ancora indicata una data per il ritorno alle gare: tempi e programma dipenderanno dall’intervento, dalla stabilità della frattura e dalla successiva evoluzione clinica. In questa fase non è quindi corretto fissare una scadenza precisa.

Vingegaard ha comunque mantenuto un tono lucido. Ha definito molto deludente chiudere così il Tour, ma ha aggiunto che non serve abbattersi e che la priorità immediata è stata parlare con la famiglia e concordare con la squadra ciò che accadrà ora. Ha inoltre invitato i compagni a concentrarsi sull’ultima settimana e a cercare una vittoria di tappa.

Cosa cambia al Tour de France 2026

Prima della caduta Vingegaard era secondo nella classifica generale, a 4’30” dalla maglia gialla Tadej Pogačar, ed era il rivale più diretto dello sloveno. Il suo ritiro ha ridisegnato il podio: dopo la vittoria di Remco Evenepoel nella tappa 15, il belga è salito al secondo posto a cinque minuti da Pogačar, mentre Isaac del Toro occupa la terza posizione a 5’58”.

È il primo abbandono di Vingegaard in un Grande Giro. La sua corsa si chiude proprio alla vigilia della cronometro e delle decisive tappe alpine, compresa la doppia giornata sull’Alpe d’Huez.

Il test antidoping notturno non è una spiegazione accertata

La caduta è arrivata dopo la notte in cui Vingegaard e Pogačar erano stati svegliati per un controllo antidoping alle due. Pogačar ha ipotizzato che il sonno interrotto possa aver inciso sulla concentrazione del rivale. Vingegaard ha riconosciuto che il controllo non può avergli fatto bene, ma ha evitato di indicarlo come causa dell’incidente. Anche la Visma ha escluso speculazioni: il danese si sentiva bene durante la tappa e non esiste un collegamento dimostrato tra i due fatti.

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