Tom Pidcock è stato penalizzato di 20 secondi al Tour de France 2026 per essersi spinto contro un’auto di gara in due occasioni durante la tappa 15. Il collegio dei commissari ha considerato separatamente i due episodi: per ciascuno ha applicato 10 secondi di penalità, 200 franchi svizzeri di multa, la perdita di 15 punti UCI e di 4 punti nella classifica degli scalatori.
Il conto complessivo per il britannico della Pinarello-Q36.5 è quindi di 20 secondi, 400 CHF, 30 punti UCI e 8 punti KOM. Pidcock conserva il nono posto nella classifica generale, ma il suo distacco dalla maglia gialla Tadej Pogačar sale a 11’19”.
La penalità inflitta a Pidcock
| Sanzione | Per episodio | Totale |
|---|---|---|
| Penalità di tempo | 10 secondi | 20 secondi |
| Multa | 200 CHF | 400 CHF |
| Punti UCI | -15 | -30 |
| Punti classifica scalatori | -4 | -8 |
La motivazione riportata nel comunicato dei commissari riguarda la spinta esercitata contro un veicolo. È il gesto con cui un corridore usa la fiancata o un’altra parte dell’auto per ricevere un’accelerazione. Non va confuso con la breve presa di una borraccia durante il rifornimento, il cosiddetto “sticky bottle”: in questo caso il verbale registra due spinte e assegna due sanzioni complete.
Cosa cambia nella classifica generale
Pidcock resta nono. Dopo il ritiro di Jonas Vingegaard e il successo di Remco Evenepoel sul Plateau de Solaison, il britannico è a 11’19” da Pogačar. Davanti a lui Lenny Martinez occupa l’ottava posizione a 10’28”: il margine tra i due sale quindi a 51 secondi.
La penalità non stravolge la generale, ma pesa in una classifica molto compressa alle spalle dei primi. Il risultato completo della tappa 15 vede Pogačar ancora in giallo, Evenepoel secondo a 5 minuti e Isaac Del Toro terzo a 5’58”. Pidcock aveva guadagnato molte posizioni grazie alle fughe dei giorni precedenti; dopo Solaison deve invece tornare a difendere la top 10.
Perché Pidcock era ancora in fuga
La sanzione arriva alla fine di un’altra giornata estremamente aggressiva. Pidcock è entrato nella fuga principale per la terza tappa consecutiva, questa volta in un gruppo di 23 corridori. Con il vantaggio salito oltre i due minuti era arrivato virtualmente fino al quarto posto della generale, costringendo le squadre dei rivali a controllare il margine.
Sul Col de la Croisette la fuga si è spezzata. Quinn Simmons, Mauro Schmid, Adam Yates e Yannis Voisard sono rimasti tra gli uomini più attivi, mentre Pidcock ha iniziato l’ultima salita ormai svuotato. Il britannico ha raccontato di avere affrontato gli ultimi cinque chilometri senza più energie. Ha concluso inizialmente a 2’34” dal vincitore Evenepoel, prima che il verdetto dei commissari modificasse il suo tempo.
La cronologia della diretta della tappa 15 ricostruisce l’evoluzione della maxi-fuga, il momento in cui Pidcock era risalito nella classifica virtuale e la selezione sulle salite finali.
Gli otto punti KOM persi
La decurtazione incide anche sulla classifica della montagna. Pidcock scende a 28 punti e resta settimo; senza la penalità ne avrebbe avuti 36 e sarebbe stato quarto. Pogačar guida questa graduatoria con 67 punti. Non è un dettaglio puramente simbolico: dopo tre fughe consecutive il britannico aveva iniziato a costruire una posizione interessante anche per la maglia a pois.
Il problema per Pidcock è ora il costo cumulativo della sua corsa. Le fughe gli hanno permesso di riaprire la classifica, ma lo hanno lasciato senza energie sul Plateau de Solaison. La cronometro di martedì offrirà un confronto più lineare: non potrà recuperare i 20 secondi cancellando la sanzione, ma potrà difendere il nono posto senza dover spendere un’altra giornata in attacco.