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Tour Auvergne-Rhône-Alpes 2026: Van Gils vince a Crest-Voland, Tuckwell si prende il giallo

Maxim Van Gils vince la tappa 6 del Tour Auvergne-Rhône-Alpes 2026 a Crest-Voland. Luke Tuckwell ribalta la generale e prende la maglia gialla.

13 Giugno 2026 Redazione Bicitalk 5 min lettura
Maxim Van Gils vince la tappa 6 del Tour Auvergne-Rhône-Alpes 2026 a Crest-Voland

La tappa 6 del Tour Auvergne-Rhône-Alpes 2026 ha cambiato la corsa con una giornata da fuga enorme, montagne vere e classifica ribaltata. Maxim Van Gils ha vinto a Crest-Voland, Tobias Halland Johannessen ha chiuso secondo e Luke Tuckwell, terzo al traguardo, si è preso la maglia gialla dopo una frazione molto più caotica di una normale tappa alpina di controllo.

Il percorso da Saint-Vulbas a Crest-Voland, 182,3 chilometri, apriva il trittico finale di montagna. Sulla carta doveva essere il primo grande confronto tra uomini di classifica. In pratica è diventato il giorno in cui una fuga di circa sessanta corridori ha fatto saltare il copione, lasciando dietro i favoriti più attesi e dando a Red Bull-Bora-Hansgrohe una doppia vittoria tattica: tappa con Van Gils, leadership della generale con Tuckwell.

Una fuga enorme ha cambiato il senso della tappa

La corsa si è spezzata prestissimo. Non è partita la classica fuga da cinque o sei uomini da controllare con calma; davanti si è formato quasi un secondo gruppo, con nomi importanti, gregari forti, corridori di classifica ancora vicini e squadre capaci di trasformare quel movimento in qualcosa di molto più serio. Tuckwell era il più pericoloso in ottica generale: partiva a poco più di un minuto dalla maglia gialla Alex Baudin e, con il passare dei chilometri, è diventato il leader virtuale.

La dimensione della fuga ha creato un problema tattico evidente. Dietro, Decathlon CMA CGM ha dovuto prendersi responsabilità perché Paul Seixas era rimasto nel gruppo dei favoriti. EF Education-EasyPost aveva Baudin da difendere, ma il vantaggio dei battistrada ha continuato a crescere. Quando il margine è salito verso i cinque minuti nella parte finale, la tappa non era più soltanto una questione di vittoria parziale: davanti si stava riscrivendo la classifica.

Questa è la differenza tra una fuga lasciata andare e una fuga che cambia una corsa a tappe. Non contava più soltanto chi avrebbe avuto le gambe sull’ultima salita, ma chi aveva letto prima il momento. Red Bull-Bora-Hansgrohe lo ha fatto meglio degli altri.

Crest-Voland premia Van Gils

Il finale verso Crest-Voland ha selezionato la fuga. Dopo la Côte d’Héry-sur-Ugine, l’ultima salita, 5,9 chilometri al 7,7% secondo l’organizzazione, ha tolto spazio ai calcoli. Georg Steinhauser ha provato ad anticipare, ma il momento decisivo è arrivato quando Maxim Van Gils e Tobias Halland Johannessen hanno preso in mano la parte più dura della salita.

Pablo Torres è riuscito a rientrare, poi Tuckwell ha chiuso il buco e ha iniziato a lavorare davanti. È stato uno dei passaggi chiave della giornata: l’australiano non correva solo per il podio di tappa, correva per la maglia. Ma invece di restare passivo, ha aiutato Van Gils a tenere alta la pressione, proteggendo la doppia possibilità del team.

Nel finale Johannessen ha aperto la volata, ma Van Gils lo ha superato e ha completato una vittoria pesante. Quattro mesi dopo la brutta caduta alla Clásica Jaén, il belga ha trovato un successo che vale molto più di una casella statistica. È una vittoria da corridore ritrovato, ottenuta in salita, dentro una giornata nervosa e con una squadra che ha saputo trasformare il caos in controllo.

Tuckwell, da occasione a maglia gialla

Il terzo posto di Luke Tuckwell vale quasi quanto una vittoria. Il giovane australiano ha sfruttato la presenza nella fuga, ha gestito il peso della leadership virtuale e ha chiuso abbastanza vicino a Van Gils e Johannessen per prendersi la maglia gialla. Non è un dettaglio: in una corsa WorldTour con un finale così duro, entrare nell’ultimo weekend davanti significa cambiare completamente il ruolo.

Fino a quel momento Tuckwell era soprattutto un nome interessante dentro la settimana. Dopo Crest-Voland diventa il corridore che tutti devono misurare sul Grand Colombier e su Plateau de Solaison. Il vantaggio non è solo numerico: è anche tattico. Red Bull-Bora-Hansgrohe ha più opzioni, Van Gils ha dimostrato di stare bene e Tuckwell può correre con una maglia che costringerà gli altri a muoversi.

Seixas e Del Toro mandano un segnale

Dietro, tra i favoriti, la corsa non è rimasta ferma. Paul Seixas ha acceso il gruppo sulla salita finale e Isaac Del Toro è stato tra i pochi a seguirlo con continuità. I due hanno guadagnato secondi preziosi su Matteo Jorgenson e sugli altri uomini più attesi, confermando che il weekend alpino non sarà soltanto una difesa della nuova maglia gialla.

Il dato più interessante è che la tappa ha diviso i piani: davanti la fuga si giocava vittoria e maglia, dietro i big iniziavano già la loro corsa parallela. Seixas e Del Toro hanno dato l’impressione di essere tra i più brillanti in salita; Jorgenson ha limitato; altri hanno perso terreno; Baudin ha pagato il cambio di ritmo dopo giorni in giallo.

Oscar Onley, coinvolto in una caduta nel finale secondo il report dell’organizzazione, ha vissuto invece una giornata pesante in termini di classifica. In una corsa che fino alla mattina sembrava ancora aperta a molte soluzioni, la sesta tappa ha iniziato a togliere nomi dalla parte alta e a spostare l’attenzione su chi può davvero reggere tre giorni consecutivi di montagna.

Il Grand Colombier ora pesa di più

La tappa 7, con arrivo al Grand Colombier, diventa molto più interessante dopo Crest-Voland. Tuckwell dovrà dimostrare che la maglia gialla non è solo il prodotto di una fuga ben scelta; Seixas e Del Toro avranno motivo di attaccare; Jorgenson e gli altri uomini di classifica dovranno decidere se aspettare l’ultima tappa o muoversi subito.

Van Gils ha vinto la tappa, Tuckwell ha preso la corsa, Red Bull-Bora-Hansgrohe ha trasformato una giornata senza un leader unico in una delle mosse più riuscite della settimana. Il Tour Auvergne-Rhône-Alpes cercava una svolta prima del weekend finale. Crest-Voland gliel’ha data, e l’ha data in modo netto: con una fuga gigantesca, una classifica scossa e una maglia gialla che nessuno può più trattare come un dettaglio provvisorio.

Fonti: Tour Auvergne-Rhône-Alpes, ProCyclingStats, Cycling Weekly.