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ZRL Montmartre Mixer 2026: percorso, segmenti e strategia

Guida alla prima gara ZRL 2026/27 su Montmartre Mixer: 27,6 km senza scia, otto punti decisivi, FAL, FTS, power-up, bici e tattica.

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Illustrazione editoriale di una gara indoor sul percorso Zwift Montmartre Mixer

La Zwift Racing League 2026/27 comincia oggi, martedì 22 settembre, su Montmartre Mixer: 27,6 km con 198 metri di dislivello, una sola tornata del percorso di Parigi e un formato inedito che elimina completamente la scia. La prima prova del Round 1 è una Race of Truth: si parte tutti insieme, ma ogni watt deve essere prodotto senza il riparo del gruppo.

Non è però una cronometro individuale. La gara assegna punti FAL e FTS a ogni arco, oltre ai punti del traguardo, e concentra otto momenti utili in meno di un’ora. La difficoltà non consiste soltanto nell’andare forte: bisogna capire dove spendere, quali segmenti lasciare agli specialisti e come arrivare alle due salite di Montmartre senza aver già esaurito il motore.

Data Martedì 22 settembre 2026
Percorso Montmartre Mixer, Paris
Distanza 27,6 km, compreso un lead-in di 2,4 km
Dislivello Circa 198 m
Durata stimata 40-55 minuti, secondo la categoria
Formato Race of Truth, partenza di massa senza scia
Regole chiave Solo bici da strada, bici TT disabilitate, steering attivo

Cos’è la Race of Truth della ZRL

La Race of Truth mantiene il colpo d’occhio di una gara di gruppo, ma disattiva il draft. Restare nella ruota dell’avversario non riduce la resistenza aerodinamica e non permette di recuperare: un’accelerazione seguita per semplice istinto si paga per intero. È questa la differenza decisiva rispetto a una normale points race su Zwift.

Il gruppo continua ad avere valore tattico perché rende visibili gli avversari, il loro timing e la posizione agli archi. Non offre però un vantaggio fisico. Conviene quindi ragionare come in una prova contro il tempo interrotta da sprint: ritmo sostenibile fra i segmenti, aumento progressivo prima dell’inizio cronometrato e sforzo massimale soltanto quando produce punti.

Chi non conosce ancora il sistema può partire dalla nostra guida alla Zwift Racing League 2026/27, con calendario, categorie e spiegazione completa di FAL, FTS e punti al traguardo.

Montmartre Mixer: tutti i segmenti e dove arrivano

Il percorso è quasi interamente veloce, ma distribuisce gli archi in modo irregolare. Quattro sprint arrivano nei primi 13 km; i due Montmartre KOM sono ravvicinati nella seconda metà; Tchou Tchou anticipa il finale sugli Champs-Élysées. Le distanze indicate sono approssimative e comprendono il lead-in.

# Segmento Lunghezza e pendenza Posizione Lettura tattica
1 Lutece Sprint 150 m al 3,5% circa km 3,6 Ingresso in leggero falsopiano: la velocità va costruita prima dell’arco
2 Monceau Sprint 300 m al -0,1% circa km 5,1 Sforzo lungo, più adatto alla potenza sostenuta che al solo picco
3 Église Sprint 250 m pianeggianti circa km 8,6 Uno dei bersagli più puliti per il tempo FTS
4 Monceau Sprint 300 m al -0,1% circa km 12,9 Seconda occasione per correggere pacing e ingresso
5 Montmartre KOM 1,2 km al 4,2%, 51 m D+ km 18,3-19,5 Prima verifica del ritmo scelto nella parte veloce
6 Montmartre KOM 1,2 km al 4,2%, 51 m D+ km 20,3-21,5 Il recupero è breve: premia chi non ha svuotato tutto al primo passaggio
7 Tchou Tchou Sprint 150 m al -0,2% circa km 22,3 Velocità alta e punti relativamente economici dopo il secondo KOM
8 Traguardo Arco di fine giro km 27,6 Ogni posizione assegna punti: serve conservare un ultimo cambio di ritmo

FAL e FTS: perché non si corrono allo stesso modo

I punti FAL, First Across Line, premiano l’ordine di passaggio sotto l’arco. Il primo prende un numero di punti pari alla dimensione del campo, poi si scende fino a un punto per l’ultimo classificato. Per il FAL contano posizione e tempismo: bisogna iniziare lo sforzo abbastanza presto da attraversare l’arco davanti agli altri.

I punti FTS, Fastest Through Segment, premiano invece i dieci migliori tempi sul tratto: 15, 12, 10, 8, 6, 5, 4, 3, 2 e 1 punto. Qui è più importante entrare nel segmento già alla velocità corretta e non perdere potenza prima della fine. Un atleta può realizzare un ottimo FTS anche senza passare per primo sotto l’arco, mentre un attacco anticipato può conquistare il FAL ma produrre un tempo mediocre.

La squadra dovrebbe assegnare gli obiettivi prima della partenza. Un corridore esplosivo può cercare i primi FAL, uno più regolare può puntare ai due Monceau o ai KOM, mentre chi ha il miglior motore aerobico deve proteggere il risultato finale. Se tutti disputano ogni intermedio, la seconda salita e gli ultimi cinque chilometri diventano molto lunghi.

Come affrontare i due Montmartre KOM

La media del 4,2% racconta solo in parte la salita. Il race sheet scompone Montmartre in circa 200 metri iniziali pianeggianti, 300 metri attorno al 6,2%, un breve respiro di circa 80 metri e gli ultimi 500 metri attorno al 7,2% fino all’arco. Il tratto davvero selettivo è quindi la rampa conclusiva.

Entrare troppo forte nella parte piatta alza il consumo senza creare abbastanza velocità utile. Per un buon FTS conviene arrivare lanciati, stabilizzare lo sforzo nel primo gradino e aumentare in prossimità della rampa finale. Il power-up piuma rende di più proprio qui. Va attivato abbastanza tardi da coprire la sezione più ripida e arrivare ancora attivo sotto l’arco, non all’inizio nominale del segmento.

Fra il primo e il secondo KOM c’è meno di un chilometro. Non è un vero recupero. Chi disputa il primo passaggio al limite dovrebbe riportare rapidamente la potenza sotto soglia dopo l’arco, bere se necessario e lasciare che frequenza cardiaca e ventilazione scendano. Il secondo passaggio può ribaltare il punteggio perché molti corridori vi arrivano già oltre il proprio ritmo sostenibile.

Quale power-up usare e quando

  • Featherweight: riduce il peso virtuale per 15 secondi. È la scelta più chiara sulla rampa finale dei Montmartre KOM.
  • Aero Boost: riduce la resistenza aerodinamica per 15 secondi. Funziona sugli sprint veloci e sul rettilineo finale, soprattutto quando la velocità è già elevata.
  • Anvil: aumenta il peso per 30 secondi e aiuta in discesa. Le discese di Montmartre sono brevi, quindi il vantaggio è più situazionale rispetto agli altri due power-up.

La regola pratica è non conservare un power-up perfetto fino a un momento che non arriva. In una gara con tanti archi, usarlo bene su un segmento coerente con le proprie caratteristiche vale più che tenerlo per il traguardo quando si è già fuori dai punti importanti.

Bici e ruote: aero, ma senza estremizzare

Senza scia, la scelta dell’equipaggiamento virtuale pesa più del solito. Montmartre Mixer resta un percorso orientato all’aerodinamica: il dislivello totale è limitato e circa 25 km si percorrono fuori dai due KOM. Una bici puramente da salita sacrifica troppo nella parte veloce; un setup estremamente pesante da pianura può invece diventare scomodo sulle due rampe ravvicinate.

Il race sheet indica la S-Works Tarmac SL9 come prima scelta e propone Cannondale SuperSix EVO e Tarmac SL8 fra le alternative accessibili, con Pinarello Dogma F24 fra le opzioni più competitive quando completamente potenziate. Sono indicazioni legate ai test virtuali e al livello di upgrade, non una garanzia di risultato: disponibilità nel Drop Shop, livello del profilo e qualità delle gambe vengono prima di pochi secondi teorici.

Per le ruote, un set all-round come Princeton Wake 6560 è la soluzione più equilibrata. Le Shimano Dura-Ace C99/Disc favoriscono chi punta a massimizzare la pianura, mentre un set leggero come Princeton Alta 3532 ha senso per chi costruisce la propria gara sui KOM. Chi non possiede questi oggetti non deve inseguire acquisti dell’ultimo minuto: è meglio scegliere la combinazione più aero già disponibile senza trasformare la bici in un’ancora in salita.

Per approfondire i telai citati sono disponibili i nostri test virtuali della S-Works Tarmac SL9 su Zwift e della Cannondale SuperSix EVO LAB71 su Zwift.

Pacing: una gara da correre come una cronometro interrotta

  1. Primi 13 km: non trasformare i quattro sprint in quattro massimali. Scegli uno o due obiettivi compatibili con il tuo profilo.
  2. Dal km 13 al primo KOM: ricostruisci un ritmo regolare. È il tratto in cui recuperare senza smettere di produrre velocità.
  3. Doppio Montmartre: sali in progressione e conserva margine per il secondo passaggio. La rampa finale conta più dell’attacco all’inizio del segmento.
  4. Tchou Tchou: sfrutta la velocità della discesa; è un’occasione FTS meno costosa di uno sprint da fermo.
  5. Ultimi 5 km: torna a un ritmo prossimo alla soglia e prepara l’accelerazione finale senza aspettare l’ultimo secondo.

La partenza merita attenzione, ma l’assenza di scia riduce il valore del classico sprint per entrare nel gruppo. Un avvio forte serve a non regalare il primo Lutece Sprint; un minuto completamente fuori scala non compra però il riparo che normalmente giustifica lo sforzo. Il nostro approfondimento su come gestire la partenza nelle gare Zwift resta utile, ma qui va applicato con maggiore disciplina.

Riscaldamento, alimentazione e ventilazione

Per una prova di 40-55 minuti ad alta intensità basta un riscaldamento essenziale: 12-15 minuti progressivi, due accelerazioni di 30-45 secondi vicino alla potenza di gara e un richiamo breve più intenso, seguito da alcuni minuti facili. L’obiettivo è arrivare alla partenza già pronto a produrre potenza, non accumulare fatica.

Il race sheet suggerisce un pasto con carboidrati due o tre ore prima e, per chi usa abitualmente caffeina, 2-3 mg per kg circa 45-60 minuti prima. Sono indicazioni generali: tolleranza individuale e abitudini contano più di una formula provata per la prima volta nel giorno della gara. Per una durata inferiore all’ora non serve un piano complesso, ma partire digiuni o disidratati può compromettere la seconda metà.

Prepara una borraccia, un asciugamano e soprattutto un ventilatore adeguato. Il raffreddamento indoor influenza la capacità di sostenere potenza molto più di una piccola differenza fra due telai virtuali. Il tratto fra il secondo Monceau e il primo Montmartre, indicativamente fra km 13,5 e 18, è il momento meno scomodo per bere.

Il piano semplice per fare una buona gara

Montmartre Mixer premia chi accetta di non poter vincere ogni segmento. Prima del via scegli due obiettivi intermedi, assegna il power-up a un punto preciso del percorso e definisci un limite di potenza per i tratti di trasferimento. Se il primo FAL sfugge, non inseguire un vantaggio aerodinamico che non esiste.

La gara si decide nella somma di molti dettagli: ingresso nei segmenti, distribuzione degli sforzi, secondo Montmartre e lucidità al traguardo. È una vera prova di ritmo individuale mascherata da points race. Proprio per questo la prima ZRL della stagione dirà subito quali squadre hanno studiato il percorso e quali si sono limitate a pedalare forte.

Fonti

I dati di percorso, segmenti e preparazione derivano dal race day sheet ZRL 2026/27 Round 1, Race 1 – Montmartre Mixer fornito a BiciTalk, basato sui dati WTRL e Zwift Insider. Regole e possibili aggiornamenti dell’evento vanno verificati sulle pagine ufficiali Zwift Racing League di WTRL e calendario ZRL. Per i dati generali del tracciato è disponibile anche la scheda Montmartre Mixer di Zwift Insider.