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Tour de France 2026 tappa 14: Pogačar vince a Le Markstein

Tadej Pogačar vince la tappa 14 del Tour de France 2026 davanti a Del Toro e Seixas e porta Vingegaard a 4'30". Top 10 e finale.

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Tadej Pogačar celebra la vittoria della tappa 14 del Tour de France 2026 a Le Markstein

Tadej Pogačar ha vinto la tappa 14 del Tour de France 2026, i 155,3 km da Mulhouse a Le Markstein Fellering, in 4h00’07”. La maglia gialla ha attaccato sul Col du Haag, ha ripreso Richard Carapaz e ha chiuso da solo. Isaac Del Toro e Paul Seixas sono arrivati a 38 secondi, con il messicano secondo davanti al francese; Jonas Vingegaard ha ceduto 44 secondi. Nella generale Pogačar porta così il proprio vantaggio sul danese a 4’30”.

Risultato tappa 14 Tour de France 2026

Pos.CorridoreSquadraTempo/distacco
1Tadej PogačarUAE Team Emirates-XRG4h00’07”
2Isaac Del ToroUAE Team Emirates-XRG+38″
3Paul SeixasDecathlon CMA CGM+38″
4Jonas VingegaardTeam Visma-Lease a Bike+44″
5Remco EvenepoelRed Bull-Bora-Hansgrohe+48″
6Juan AyusoLidl-Trek+50″
7Florian LipowitzRed Bull-Bora-Hansgrohe+50″
8Richard CarapazEF Education-EasyPost+1’18”
9Tobias Halland JohannessenUno-X Mobility+1’40”
10Mattias SkjelmoseLidl-Trek+1’40”

La fuga resiste fino al Col du Haag

La pioggia e una successione continua di salite hanno reso la giornata selettiva molto prima del finale. Dopo numerosi tentativi si è formato un gruppo con Richard Carapaz, Tobias Halland Johannessen, Valentin Paret-Peintre, Einer Rubio, Ben Healy e Anders Halland Johannessen. La UAE ha però mantenuto il vantaggio entro una misura recuperabile, lasciando che fossero le gambe a decidere sull’ultima salita.

Alle spalle della fuga, il ritmo ha già prodotto conseguenze: Lenny Martínez ed Egan Bernal hanno perso contatto dal gruppo della maglia gialla, mentre il blocco con Tom Pidcock e Matteo Jorgenson è stato riassorbito. Davanti, Carapaz e Tobias Halland Johannessen hanno staccato gli altri battistrada sulle prime rampe del Col du Haag. L’ecuadoriano ha poi accelerato ancora ed è rimasto solo, provando a difendere un margine che si stava rapidamente consumando.

L’attacco di Pogačar cambia la tappa e la generale

Pogačar non si è limitato a controllare. Ha accelerato nel tratto più duro del Col du Haag, ha staccato Vingegaard e ha raggiunto uno dopo l’altro i reduci della fuga. Carapaz è stato l’ultimo a cedere. Una volta davanti, lo sloveno ha continuato a spingere fino allo scollinamento e ha gestito il tratto verso Le Markstein senza lasciare spazio a un rientro.

Dietro di lui la corsa si è ricomposta in piccoli gruppi. Del Toro ha confermato il peso della UAE chiudendo secondo e battendo Seixas; il francese ha comunque raccolto un podio importante in una tappa di montagna corsa fra i migliori. Vingegaard è arrivato sei secondi più tardi rispetto a loro e ha perso 44 secondi dal vincitore. Evenepoel, Ayuso e Lipowitz hanno contenuto il passivo entro i 50 secondi, mentre Carapaz ha salvato l’ottavo posto dopo essere stato protagonista della fuga.

Il dato decisivo non è soltanto la vittoria: Pogačar sale a 51h18’28” nella generale e porta Vingegaard a 4’30”. Remco Evenepoel resta terzo a 5’04”, Paul Seixas quarto a 5’19” e Juan Ayuso quinto a 5’22”. In una sola accelerazione la maglia gialla ha quindi guadagnato sul rivale diretto e ha mantenuto tutti gli altri oltre i cinque minuti.

Una giornata costruita per colpire

La UAE ha corso senza inseguire in modo frenetico. Ha tenuto la fuga sotto osservazione, ha protetto Pogačar nel tratto centrale e ha aumentato il ritmo quando il percorso ha iniziato a presentare il conto. Il risultato è un finale nel quale il leader ha potuto scegliere il momento dell’attacco, mentre Vingegaard era già senza il margine tattico necessario per rispondere con calma.

La sequenza completa degli attacchi resta nella diretta della tappa 14. La preview Mulhouse-Le Markstein spiega invece perché la combinazione fra Grand Ballon, Ballon d’Alsace e Col du Haag rendeva questa una delle giornate più adatte a cambiare la classifica.

La bici del vincitore

Pogačar ha vinto sulla Colnago V5Rs della UAE Team Emirates-XRG. Il montaggio da gara della squadra abbina il telaio italiano al gruppo Shimano Dura-Ace Di2 e alle ruote ENVE. È una piattaforma pensata per unire peso contenuto, rigidità e aerodinamica: caratteristiche utili in una tappa con quasi tutta la selezione concentrata nelle salite ma conclusa da un tratto veloce dopo lo scollinamento. La nostra scheda della Colnago V5Rs 2026 raccoglie geometrie e dettagli del modello.

Fonti